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Siena |
“Cor magis tibi Sena Pandit”
“Siena ti
apre il suo cuore,
.... ancora più grande della porta che stai per
attraversare”
Con questo motto, i
senesi accoglievano gli stranieri a Porta Camollia,
la porta più importante e difesa della città, quella
rivolta verso l’acerrima nemica Firenze, città
questa ultima che i senesi contrastarono a lungo,
con le armi e con l’arte, memorabile la vittoria di
Montaperti (1260), imponente il Duomo di
S. Maria
Assunta, un vero gioiello in stile Romanico Gotico,
da sempre vanto del suo popolo, come le due piazze
che rendono grande Siena, Piazza del Duomo, il cuore
religioso e artistico della città e Piazza del
Campo, il cuore pulsante della città e dei suoi
cittadini, il luogo dell’orgoglio senese, dove anno
dopo anno, 17 contrade si contendono il PALIO, 5
lettere che riecheggiano in tutto il mondo, tanti
altri palii vengono disputati in Italia, ma questo, è
quello scritto con la maiuscola. Piazza del Campo,
il centro politico della Siena medievale, ma
soprattutto la sede del Palio di Siena, una grande
conchiglia lastricata, che per due volte l’anno
viene coperta (lungo il tracciato della corsa) con
la tipica Terra di Siena, perché nei giorni del
Palio tutto deve esser senese, dalla pavimentazione
all’emozioni, che si diffondono nell’aria e come non
parlare della Torre del Mangia, l’antica sentinella
cittadina e testimone delle gioie e dei dolori dei contradaioli, che sperano sempre di vedersi
consegnare il Drappellone, dal palco dei
giudici e gioire davanti al Palazzo Pubblico, il
palazzo del potere senese, dal medioevo ad oggi e
anche sede dello splendido Museo Civico, a
completare l’arredo artistico della piazza i due
musei, il Museo dell’Opera Metropolitana, che
custodisce opere di Giovanni Pisano, di
Donatello e
di Jacopo della Quercia e il Museo Archeologico di
Siena, ricavato all’interno dell’Ospedale di Santa
Maria della Scala, che con i suoi reperti (età del
bronzo, etruschi e romani) ripercorre tutta la
storia antica della provincia di Siena.
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Il Battistero
(tutto l'anno)
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Il
Battistero di Siena, è una delle opere
monumentali della città rimaste incompiute, i
senesi non riuscirono mai a terminare le
decorazioni, della parte in alto della facciata,
inizialmente impiegarono le risorse disponibili,
principalmente per realizzare l'interno, che venne curato
nei minimi particolari, trasformandolo
inconsapevolmente in un piccolo museo moderno, per
l'occasione furono ingaggiati i
migliori artisti del momento, le volte delle tre
navate, furono affrescate completamente dal
Vecchietta e da alcuni suoi allievi e il Fonte Battesimale, eseguito
nel XV secolo (forse su disegno di Jacopo della
Quercia) fu decorato con una serie di formelle,
realizzate dai migliori scultori del tempo,
presenti in città, raffiguranti Zaccaria
cacciato dal tempio (opera di
Jacopo della Quercia),
la nascita del Battezzatore (opera del Turino di
Santo), la predicazione di Giovanni Battista
(opera di Giovanni Turino), Erode che banchetta
(opera di Donatello), Il Battista che battezza
Gesù e la cattura del Battezzatore, due formelle
queste ultime realizzate da Lorenzo Ghiberti.
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Il
duomo di Siena
(tutto l'anno)
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L’elemento
predominante di Piazza del Duomo, è sicuramente il Duomo di S.Maria Assunta, una cattedrale dalla storia intricata, che alla
fine della sua costruzione (XIV secolo), i senesi decisero di
ampliare
nuovamente, con l'intento di renderla più grande e maestosa di
quella di Firenze, progetto ambizioso nato in un momento di
gloria della città, ma che mai riuscirono a terminare, la peste colpi
duramente la città e la sua economia tracollò, questo non impedì
ai senesi di renderla ugualmente maestosa, l’interno mostra
ancora oggi la sua magnificenza, il pavimento unico al mondo ad
avere 56 quadri marmorei, raffiguranti personaggi mitici e scene
dell’Antico Testamento, con opere di Matteo di Giovanni e del
Pinturicchio, il Pulpito un capolavoro di Nicola Pisanu, con le
sue sette formelle: la Natività, l’adorazione dei Re Magi, la
fuga dall’Egitto, Gesù al tempio, la strage degli innocenti, la
crocefissione e il giudizio universale, l’altare marmoreo XVI
secolo con un ciborio in bronzo del Vecchietta XV secolo e la
vetrata del coro realizzata da Duccio Boninsegna, ecco alcune
delle opere d’arte presenti all’interno, senza dimenticarsi della
Cappella della Madonna del Voto, della Cappella di Sant’Ansano e
della cappella di San Giovanni Battista. |
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La
Torre del Mangia
(tutto l'anno)
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La
torre del Mangia di Siena, è una delle più famose torri
d’Italia, la torre alta ben 88 metri, prese il nome dal suo
primo campanaro, Giovanni di Balduccio soprannominato
Mangiaguadagni, per il vizio di sperperare i propri guadagni in
ricchi e lauti pasti, la torre venne innalzata fra il 1325 e il 1348, dagli
architetti: Agostino di Giovanni, Francesco e Minuccio di
Rinaldo, alla fine della sua costruzione i senesi decisero di
dotarla di una enorme campana (poi ribattezzata Sunto), nel XVII secolo
la popolazione volle sostituire questa prima campana, la
nuova campane risultò fusa male e nel 1666, fu necessario
fonderne una nuova (l'attuale ), ma anche questa necessitò di alcuni
interventi per migliorarne il suono.
La Torre del Mangia, è visitabile tutto
l’anno con orari diversi, ma per raggiungere la parte superiore,
bisogna risalire oltre 400 scalini, comunque il panorama
visibile ripaga largamente la fatica compiuta. |
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Il palio di Siena
(luglio e
agosto)
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Il
Palio di Siena, è la più celebre corsa storica di cavalli
d’Italia, in piazza del Canpo, per due volte l’anno, dieci contrade
della città, si sfidano in una avvincente gara, le cui radici
affondano nel lontano medioevo, la corsa inizialmente disputata
lungo le vie cittadine, detta Palio alla Lunga
nacque da alcune
gare organizzate dalla nobiltà intorno al XII secolo, in onore
del Santo Patrono e titolare della prima cattedrale, intitolata
a San Bonifazio ed in seguito del Duomo, dedicato alla Vergine
Maria Assunta, a questo Palio detto anche dell’Assunta, nel ‘500
se ne affiancò un altro organizzato dal popolo (le contrade),
legato ad un oltraggio avvenuto il 2 luglio e perpetrato da un
soldato spagnolo (rimasto ferito per lo scoppio del suo
archibugio), ai danni della Madonna di Provenzano, quest’ultimo
tipo di gara, corsa in circolo lungo il perimetro di Piazza del
Campo, che fu detta Palio alla Tonda, nel corso dei secoli prese
il sopravvento sull’altra (alla Lunga), abolita definitivamente
dal comune di Siena, nel 1874. Oggi il palio si corre in Piazza
del Campo, il pomeriggio del 2 luglio (Palio di Provenzano) e
del 16 agosto (Palio dell’Assunta), le
contrade ammesse sono 17,
ma solo 10 possono presentarsi alla mossa, sette posti aspettano
di diritto alle contrade escluse l’anno precedente e gli ultimi
tre posti vengono sorteggiati fra le altre contrade.
Le contrade di Siena riconosciute
dall’organizzazione del Palio sono. Aquila, Bruco, Chiocciola,
Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca,
Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. |
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Museo
Civico
(tutto l'anno)
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Il
Museo Civico di Siena, è ospitato all’interno del
Palazzo
Pubblico, l’antico palazzo del governo senese, la cui costruzione
terminò nel XIV secolo, alcuni decenni prima della fine del
Governo dei Nove.
Il museo, occupa il primo piano
dell’edificio e dispone di diverse sale, ricche di pregevoli
affreschi, fra i quali figurano, “la Maestà” (1315) e l’affresco
che ritrae Guidoriccio da Fogliano (1328) di Simone Martini,
visibili nella Sala del Mappamondo, “gli Effetti del Buono e del
Cattivo Governo” realizzato nella Sala dei Nove
da Ambrogio
Lorenzetti (1339), l’affresco di Domenico Beccafumi raffigurante
“le Virtù Pubbliche” e realizzato nel 1535 all’interno della
Sala del Concistoro e di molti altri artisti, nel museo sono
presenti anche opere di scultura, come il portale di marmo di
Bernardo Rossellino (1448), un coro ligneo realizzato da
Domenico Niccolò nel XV secolo e i pannelli frontali della Fonte
Gaia attribuiti a Jacopo della Quercia.
Il museo rimane aperto tutto l’anno, anche
se in orari diversi. |
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