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Pistoia

Piazza del DuomoPistoia, piccola città medievale, invischiata più di una volta, nelle lotte fra guelfi e ghibellini, finì spesso alla merce delle soldatesche lucchesi e fiorentine, triste situazione che terminò solo a metà del XIV secolo, quando Firenze riuscì ad impossessarsi definitivamente della città, mantenendone la sovranità fino al’Unità d’Italia.

La città, iniziò a formarsi in epoca romana, presso un primitivo insediamento etrusco, risalente al VI secolo a.C. i romani impegnati nella campagna Appenninica, contro le agguerrite tribù celtiche dei Liguri, qui fondarono un’importante base di retrovia, adibita al rifornimento delle loro truppe impegnate nella difficile conquista delle montagne, lo stesso nome “Pistoriae” derivò dal termine romano “Pistores”, impastatori di pane o pestatori di frumento, a secondo delle interpretazioni, ma in entrambi a casi, etimologia legata alla panificazione, destinata alle truppe romane impegnate nella campagna Appenninica.Piazza del Duomo

Pistoia, oggi città moderna ed industrializzata, ruota tutt’ora intorno al suo centro storico, il cuore della città medievale che dopo anni di guerre, con l’arrivo dei Medici e dei Lorena, vide splendere al suo interno maestosi e sontuosi palazzi, grandi opere di abbellimento che coinvolsero, anche gli edifici religiosi, come avvenne per la cattedrale, il suo battistero e la Pieve di S.Andrea che ospita fra le sue mura, un pulpito marmoreo, scolpito da Giovanni Pisano nel XIII secolo, ma soprattutto Piazza del Duomo, il centro religioso e civico della città, fin dal medioevo, dove possiamo ammirare, il palazzo del Vescovo sede del Museo Della Cattedrale di San Zeno, con all’interno il Tesoro dell’Opera di San Jacopo, il palazzo del Podestà o Pretorio, con la facciata adornata dagli stemmi dei vari Podestà di Pistoia e il Palazzo Comunale, sede del Museo Civico con sculture e dipinti di notevole pregio

 

 

Palazzo PretorioChiesa di San PaoloPalazzo Comunale
 
Cattedrale di San Zeno  (tutto l'anno)

Cattedrale di San ZenoLa cattedrale di San Zeno è l’elemento predominante della piazza del Duomo, una vera e propria miniera d’arte, venne edificata una prima volta, intorno al Mille, in sostituzione probabilmente di un’altra piccola cattedrale, fondata in un luogo diverso forse già nel V secolo d.C. la prima fabbrica, distrutta in seguito da un incendio, nel 1108, fu ricostruita in stile romanico, fra il XII e il XIII secolo, in uno dei più burrascosi periodi, della storia della città, ma nonostante le varie guerre comunali, la sua popolazione, non perse la speranza di possedere un duomo sontuoso, al pari delle altre città toscane, i lavori di ristrutturazione e di abbellimento, continuarono fino quasi alla fine del XIX secolo (fra il 1999 e il 2000, venne restaurata la facciata e la torre campanaria).

Fra le molte opere d’arte, racchiuse al suo interno, la più spettacolare è certamente, la Cappella del Crocifisso, con l’altare di S.Jacopo, un capolavoro di oreficeria gotica, decorato con lamine d’argento a sbalzo, realizzato fra il XIV e il  XV secolo, per custodire degnamente una reliquia di S. Giacomo, ma non sono da meno il crocifisso su tavola di coppo, di Marcovaldo del XIII secolo e la Madonna in Trono, fra i Santi Battista e Zeno, realizzata da Lorenzo di Credi nel XV secolo, ma anche l’esterno riserva sorprese, la lunetta invetriata posta nella facciata, è un’opera del maestro Andrea della Robbia
 
Battistero di San Giovanni in Corte  (tutto l'anno)

Battistero di San Giovanni in CortePortale BattisteroAccanto alla cattedrale di San Zeno, sorge maestoso il Battistero di San Giovanni in Corte, un’opera nata da alcuni disegni di Andrea Pisano, che dopo una sospensione dei lavori, per tragici fatti di guerra, fu terminata dall’artista, Cellino di Nese (nel 1337), con la realizzazione della fasciatura esterna, realizzata con fasce marmoree bianche e verdi, adornate da particolari arcate e da un architrave decorato da bassorilievi, riconducibili alla bottega di Giovanni d’Agostino, rifiniture esterne che un recente restauro, hanno riportato al suo massimo splendore, al suo interno è possibile ammirare anche un Fonte Battesimale realizzato da Lanfranco da Como, nei primi decenni del XIII secolo.

 
Pistoia Sotterranea: un viaggio nel labirinto della storia.  (tutto l'anno)
A cura del Museo Pistoia Sotterranea   www.irsapt.it.
 

Ospedale del CeppoIl Museo Pistoia Sotterranea, inaugurato a maggio 2010, è già uno dei musei più visitati della città.

Si tratta di un percorso archeologico, frutto di studi sul sistema delle deviazioni artificiali delle acque in canali, chiamati Gore, nella città di Pistoia che l’I.R.S.A., Istituto di Ricerche Storiche Archeologiche di Pistoia, ha portato avanti dagli anni ’90.

Il progetto è cominciato per iniziativa privata e ha poi coinvolto Enti pubblici e privati. Esso ha riguardato il recupero di una parte della Gora di Scornio: un vero e proprio sito archeologico, che è anche il più lungo percorso ipogeo in Italia ad essere accessibile a disabili e dotato di pannelli tattili per i non vedenti.

Il sito sotterraneo ha una lunghezza di 650 metri circa ed è situato per metà sotto all’antico Ospedale del Ceppo con il quale dialoga idealmente: le fasi dello sviluppo urbano si intrecciano con le prime testimonianze architettoniche di uno dei più antichi (1277) ospedali al mondo tutt’oggi funzionante, nato e sviluppatosi sul percorso fluviale del torrente Brana poi deviato e ridotto a Gora di Scornio, tutt’oggi viva  e intubata in questo tratto.

Il percorso, che ricostruisce la storia dell’Ospedale del Ceppo, si pone come parte nascosta speculare e integrante per capire appieno la storia di Pistoia e in particolare le varie attività collegate all’uso dell’acqua nella città antica: il visitatore è guidato alla scoperta di antichi ponti e mulini, lavatoi medievali e un antico accesso alla città oggi visibile solo da sotto.

Si prosegue, poi, con la visita all’anfiteatro anatomico più piccolo del mondo (Pistoia è stata sede di una delle prime e più avanzate scuole medico-chirurgiche), un gioiello perfettamente conservatosi e alla Sala dell’Accademia Medica (intitolata al pistoiese Filippo Pacini) dove è visibile una ragguardevole collezione di ferri chirurgici del XVIII° e XIX° secolo.

Il museo non ha giorno di chiusura, è accessibile con visite guidate (incluse nel prezzo del biglietto) a cadenza oraria in lingua italiana e straniera.

Il Museo fa, inoltre, parte di una rete, gestita dall’I.R.S.A., che comprende anche il Museo della Rupe di Orvieto,  il Museo Ferrucciano, il Museo della SMI (ex Società Metallurgica Italiana). Il primo ha anch’esso come oggetto una suggestiva realtà sotterranea mentre il secondo  si trova a Gavinana, sulla Montagna Pistoiese: incentrato sulla figura del condottiero Francesco Ferrucci ospita armi e testimonianze di epoca rinascimentale. Il Museo della SMI, di prossima apertura, è situato a Campotizzoro dove è perfettamente conservata una rete di rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale: un vero e proprio salto nel tempo in gallerie sotterranee ad una profondità che varia da 15 a 30 metri.

 

Per informazioni tel. 0573/368023,    pistoiasotterranera@irsapt.it,    www.irsapt.it.

 

 
 
 
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